Croce Del Moro
BackSituato in Contrada Tassanare a Rosora, l'agriturismo Croce Del Moro è stato per anni un punto di riferimento per chi cercava un'esperienza rurale nelle colline marchigiane, nel cuore della produzione del Verdicchio DOC. Sebbene oggi la struttura abbia cessato la sua attività in modo permanente, le testimonianze dei suoi passati avventori dipingono un quadro complesso e ricco di sfumature, un mix di lodi appassionate e critiche severe che definivano l'identità di questo alloggio. Analizzare ciò che è stato Croce Del Moro significa comprendere un modello di ospitalità che attraeva tanto quanto divideva.
La maggior parte dei clienti che hanno soggiornato o pranzato qui ne tesseva le lodi, concentrandosi su tre pilastri fondamentali: la cucina, l'ambiente e l'accoglienza. La ristorazione era, per molti, il fiore all'occhiello. I racconti parlano di una cucina "nostrana", autentica e generosa, con porzioni abbondanti che lasciavano il segno. I primi piatti venivano descritti come "favolosi", mentre la crescia con salumi e formaggi locali rappresentava un classico intramontabile. Piatti come il coniglio in porchetta, le grigliate di carne con agnello e persino le cotolette alla milanese venivano preparati con una cura che evocava i sapori di una volta. Le colazioni non erano da meno, con torte e marmellate fatte in casa che garantivano un dolce risveglio. L'esperienza culinaria era completata da un Verdicchio locale di eccellente qualità e dalla possibilità di acquistare prodotti artigianali come digestivi (Visciola e infuso d’erbe), a testimonianza di un legame profondo con il territorio. Il rapporto qualità-prezzo era un altro punto di forza costantemente sottolineato, con un costo per un pasto completo che si aggirava sui 20-25 euro a persona, considerato più che ragionevole.
Un Soggiorno tra Natura e Semplicità
L'ambiente del Croce Del Moro era quello tipico di un agriturismo immerso nella quiete della campagna. La struttura offriva un'oasi di pace, lontana dal caos cittadino, con un'ampia area esterna arricchita da una piscina, descritta come "bella fresca" e spesso accompagnata da un piacevole sottofondo musicale. Un elemento distintivo era la presenza di una fattoria didattica, con asini e altri animali, che rendeva il soggiorno particolarmente apprezzato dalle famiglie con bambini. Questo contatto diretto con la natura e la vita rurale era uno dei principali motivi di attrazione per chi sceglieva questo tipo di vacanze in campagna.
Le camere, pur essendo descritte come semplici, erano funzionali e pulite, dotate di comfort essenziali come le zanzariere, che permettevano di godere della brezza naturale senza disagi. L'obiettivo non era offrire un lusso da hotel a cinque stelle, ma un pernottamento confortevole e genuino. L'accoglienza era un altro aspetto molto apprezzato: lo staff veniva descritto come cordiale, disponibile e capace di far sentire gli ospiti "come in una buona famiglia". Questa atmosfera calorosa e informale, unita all'essere un alloggio pet-friendly, dove anche i cani erano i benvenuti, contribuiva a creare un'esperienza memorabile per molti visitatori.
Le Ombre e le Controversie
Tuttavia, l'esperienza al Croce Del Moro non era universalmente positiva. Accanto alle numerose recensioni entusiaste, emerge una testimonianza di segno diametralmente opposto che getta un'ombra pesante sull'immagine dell'agriturismo. Un cliente ha riportato di aver trovato all'interno del locale fotografie di Adolf Hitler e Benito Mussolini, definendo la scoperta sconvolgente e moralmente inaccettabile. Questa critica non riguardava la qualità del cibo, giudicato "discreto" ma non eccezionale, bensì un aspetto valoriale e ideologico che, per il visitatore, comprometteva irrimediabilmente l'intera esperienza. Questo singolo ma gravissimo episodio rappresenta il principale punto negativo nella storia pubblica dell'attività, un elemento di forte divisione che potenzialmente avrebbe potuto allontanare una vasta fetta di clientela.
La Chiusura Definitiva
Alla fine, il Croce Del Moro ha chiuso i battenti. La decisione, ufficializzata alla fine del 2021, è stata attribuita dai proprietari a una combinazione di fattori aggravati dalla pandemia di Covid-19. Le difficoltà nel reperire personale, le continue disdette e le restrizioni hanno rappresentato "la goccia che ha fatto traboccare il vaso" dopo 27 anni di attività. Sebbene il ristorante e l'agriturismo abbiano cessato di esistere, l'azienda agricola continua a produrre alcune delle sue specialità come sapa, visciola e confetture.
In conclusione, il Croce Del Moro è stato un luogo dalla doppia anima. Da un lato, un apprezzato bed and breakfast rurale che offriva un'autentica esperienza marchigiana, con cibo abbondante, un'atmosfera tranquilla e un'accoglienza familiare, il tutto a un prezzo molto competitivo. Dall'altro, un luogo segnato da una controversia profonda che ne ha macchiato la reputazione. Oggi, per chi cerca una casa vacanze o un soggiorno rurale in zona, il Croce Del Moro rimane solo un ricordo, un esempio di come un'attività possa incarnare contemporaneamente aspetti di grande pregio e criticità insormontabili.