Bivacco Ugo Dalla Bernardina
BackIl Bivacco Ugo Dalla Bernardina non è una semplice opzione per un pernottamento in quota; è una meta, un punto d'arrivo per alpinisti esperti e un'icona storica incastonata a 2320 metri di altitudine nel cuore del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Di proprietà della sezione CAI di Belluno, questa struttura rappresenta l'essenza dell'alloggio di montagna spartano, un guscio metallico che offre riparo e un punto di vista privilegiato su uno degli angoli più selvaggi e spettacolari delle Dolomiti, il Gruppo della Schiara.
Un Panorama Guadagnato con Fatica
Il punto di forza innegabile di questo bivacco è la sua posizione. Sorge su un piccolo terrazzino roccioso alla Forcella della Gusela del Vescovà, offrendo una vista diretta e quasi teatrale sull'omonimo monolito, simbolo indiscusso del gruppo montuoso. Il panorama che si apre sulle vallate bellunesi è vasto e appagante, un premio meritato dopo una salita che è tutt'altro che banale. A differenza di un hotel nelle Dolomiti, raggiungibile in auto, questo bivacco per alpinisti è accessibile esclusivamente attraverso vie ferrate, trasformando il soggiorno in una vera e propria avventura alpinistica. Le principali vie di accesso sono la Ferrata Zacchi e la Ferrata Sperti, entrambe considerate impegnative e riservate a escursionisti attrezzati (EEA) con adeguata preparazione fisica e tecnica. Questo lo rende un punto di appoggio strategico, ma al tempo stesso esclusivo, lontano dalle folle dei sentieri più battuti.
La Struttura: Un Salto nel Passato con i Segni del Tempo
Inaugurato nel 1959 e dedicato all'avvocato e presidente del CAI di Belluno Ugo Dalla Bernardina, il bivacco è un classico prefabbricato "Apollonio" in lamiera. La sua identità è quella di un ricovero d'emergenza, un rifugio alpino non gestito, sempre aperto e basato sul principio di autosufficienza e rispetto da parte dei suoi utilizzatori. All'interno, la dotazione è minimale: sei brandine pieghevoli, materassi e coperte. Qui emergono i primi aspetti critici che un potenziale ospite deve considerare. Le recensioni degli utenti sono concordi nel descrivere le dotazioni come datate. I materassi e le coperte portano i segni del tempo, con una patina di vecchiaia e, in alcuni casi, tracce di umidità e muffa. Questo è un fattore da non sottovalutare per chi cerca un minimo di comfort nel proprio sistemazione per escursionisti. Si raccomanda vivamente di portare un sacco a pelo personale, non solo per igiene ma anche per un miglior isolamento termico.
Un altro problema pratico, segnalato con precisione da chi vi ha soggiornato, riguarda i meccanismi di bloccaggio dei letti a castello. Alcuni risultano difettosi o difficili da manovrare, in particolare quelli sul lato sinistro entrando, richiedendo una certa pazienza per essere aperti e richiusi. Sebbene siano dettagli, in un contesto di stanchezza e spazi ristretti possono diventare elementi di disagio.
Accessibilità e Sfide Logistiche
L'approccio al Bivacco Dalla Bernardina è la sua caratteristica più qualificante e, al contempo, il suo limite più grande. Non è una passeggiata, ma un'ascensione seria. La Ferrata Zacchi, ad esempio, è un percorso storico e suggestivo, che risale canali e camini con tratti verticali e aerei, richiedendo circa 3 ore solo per il tratto attrezzato. La Ferrata Sperti, alternativa di accesso, non è da meno in termini di impegno. Questo significa che il bivacco non è una struttura ricettiva per famiglie o principianti, ma un obiettivo per chi ha già confidenza con l'ambiente severo dell'alta montagna e con le attrezzature da ferrata.
- Pro: L'accesso difficile garantisce un'esperienza autentica e un isolamento quasi totale, premiando gli alpinisti con un senso di conquista e tranquillità.
- Contro: L'impegno fisico e tecnico richiesto lo rende inaccessibile a una vasta platea di amanti della montagna.
Un'altra criticità fondamentale è l'approvvigionamento idrico. Non esiste acqua corrente. Nelle vicinanze, scendendo per una decina di metri lungo l'attacco della Ferrata Sperti, si trova una piccola cavità nella roccia da cui gocciola dell'acqua di fusione. Tuttavia, il flusso è estremamente lento: le testimonianze parlano di attese fino a due ore per raccogliere mezzo litro. È quindi imperativo non fare affidamento su questa fonte. Chi pianifica di dormire in montagna presso questo bivacco deve essere completamente autonomo, portando con sé una scorta d'acqua adeguata non solo per bere, ma anche per cucinare.
Il Bivacco come Base per Ulteriori Ascensioni
Nonostante le sue scomodità, il Dalla Bernardina è un eccezionale punto di appoggio per continuare l'esplorazione del gruppo. Da qui, infatti, parte la Ferrata Berti, che in circa un'ora e mezza conduce alla cima della Schiara. Questo permette di spezzare la lunga ascensione in due giorni, godendosi l'alba dalla vetta. Per il rientro, si aprono diverse possibilità, come percorrere la Ferrata del Marmol, completando un anello alpinistico di grande soddisfazione. Questa funzione strategica lo eleva da semplice ricovero a tassello fondamentale per la realizzazione di itinerari complessi e gratificanti.
Considerazioni Finali e Futuro della Struttura
Il Bivacco Ugo Dalla Bernardina è un'esperienza, non un semplice alloggio di montagna. È destinato a un pubblico consapevole, preparato ad affrontare le difficoltà logistiche e a rinunciare a ogni comfort in cambio di un'immersione totale nella natura più selvaggia e di panorami indimenticabili. La sua essenza risiede proprio nella sua natura spartana e nella sfida per raggiungerlo. Chi cerca un ostello di montagna o un rifugio con servizio di ristorazione deve guardare altrove. Chi, invece, vede la montagna come avventura, autosufficienza e conquista, troverà in questo piccolo guscio di lamiera un luogo carico di storia e di fascino.
È importante notare che il tempo ha lasciato il segno sulla struttura e sono in corso iniziative e raccolte fondi per la sua ricostruzione. Un progetto mira a sostituire l'edificio attuale con uno nuovo, più funzionale e sicuro, pur mantenendo lo spirito del bivacco originale. Questo testimonia l'importanza del Dalla Bernardina per la comunità alpinistica e la volontà di preservarlo per le generazioni future. Pertanto, chi lo visita oggi, non solo compie un'ascensione, ma fa visita a un pezzo di storia dell'alpinismo bellunese che si prepara a un nuovo capitolo.