Ostello Della Gioventu’
BackL'Ostello della Gioventù di Rosello, intitolato alla memoria del suo fondatore Padre Lorenzo Polidoro, rappresenta una storia complessa e stratificata nel panorama delle strutture ricettive abruzzesi. Situato in Via Della Pineta, questo luogo non è semplicemente un ostello chiuso, ma un'eredità che ha attraversato fasi di splendore, abbandono e, ora, si trova all'alba di una promettente rinascita. Per chiunque cerchi informazioni su alloggi in questa zona della provincia di Chieti, la vicenda di questa struttura offre una prospettiva unica sul valore sociale e turistico di un'ospitalità semplice e comunitaria, evidenziandone al contempo le fragilità e le potenzialità.
Le Origini: Un Progetto di Comunità e Natura
La storia dell'ostello inizia nei primi anni '70, non come un'impresa commerciale, ma come un'iniziativa dal cuore grande, guidata da Padre Lorenzo Polidoro. All'epoca parroco a Lanciano, Padre Lorenzo sognava un luogo dove i giovani della sua parrocchia, specialmente quelli con minori possibilità economiche, potessero trascorrere del tempo insieme, immersi nella natura e lontani dalla città. L'idea si concretizzò nel 1972 con l'acquisto di un terreno di 4.000 metri quadrati nella pineta di Rosello, finanziato in parte con i soldi guadagnati dai ragazzi stessi attraverso piccole attività come la consegna degli elenchi telefonici. Questa genesi conferisce alla struttura un carattere unico: non era solo una sistemazione economica, ma un luogo costruito sulla gioia, la partecipazione e il desiderio di comunità.
Il punto di forza indiscusso di questo alloggio è sempre stata la sua posizione. Rosello è un piccolo comune montano noto per la sua tranquillità e, soprattutto, per la Riserva Naturale Regionale e Oasi WWF Abetina di Rosello. L'ostello sorgeva proprio in questo contesto, offrendo ai suoi ospiti un accesso diretto a sentieri, boschi e a un ambiente naturale di rara bellezza. Per decenni, ha rappresentato la scelta ideale per scolaresche, gruppi scout, famiglie e giovani viaggiatori che cercavano vacanze in montagna autentiche, senza fronzoli e a costi contenuti. Funzionava come un classico ostello per giovani: camerate, spazi comuni per socializzare, e un'atmosfera informale che incoraggiava la condivisione. Era un punto di riferimento per un turismo lento e consapevole, molto prima che questi termini diventassero di moda.
Il Declino e l'Abbandono: Un'Eredità a Rischio
Nonostante le nobili origini e il potenziale turistico, la storia dell'Ostello della Gioventù di Rosello è anche segnata da un lungo e doloroso periodo di declino. Dopo la scomparsa di Padre Lorenzo, la struttura fu donata per sua volontà testamentaria al Comune di Lanciano, con la chiara indicazione di mantenerne la destinazione d'uso a beneficio dei giovani. Tuttavia, la gestione a distanza e la mancanza di fondi adeguati per la manutenzione portarono a un progressivo deterioramento. L'edificio, un tempo pieno di vita, è rimasto per anni in uno stato di abbandono, diventando fatiscente e infine dichiarato "inagibile".
Questo stato di cose ha rappresentato il principale aspetto negativo della sua storia recente. Per chiunque cercasse un ostello o camere a basso costo nell'Alto Sangro, la chiusura di questa struttura ha lasciato un vuoto significativo. Ha significato la perdita non solo di posti letto, ma di un polo di aggregazione sociale e di educazione ambientale. La difficoltà nel gestire un bene situato nel territorio di un comune (Rosello) ma di proprietà di un altro (Lanciano) ha creato uno stallo burocratico che per lungo tempo è sembrato insormontabile, lasciando l'eredità di Padre Lorenzo a sgretolarsi sotto il peso dell'incuria. La sua condizione era la testimonianza silenziosa di come anche i progetti più virtuosi possano fallire senza una visione gestionale sostenibile e una collaborazione istituzionale costante.
Il Futuro: Un Progetto di Rinascita Finanziato
La dicitura "chiuso permanentemente" associata all'Ostello della Gioventù di Rosello è, fortunatamente, destinata a essere riscritta. La storia recente ha preso una svolta decisiva e inaspettata. Grazie a una sinergia tra le amministrazioni comunali di Rosello e Lanciano, è stato possibile candidare un progetto di recupero a un importante bando regionale. Nel settembre 2025, è arrivata la notizia che ha riacceso le speranze: il progetto di recupero dell'Ostello "Padre Lorenzo" è stato finanziato dalla Regione Abruzzo nell'ambito del Bando per la Rigenerazione Urbana.
Il progetto è estremamente ambizioso e va ben oltre una semplice ristrutturazione. Prevede la demolizione della vecchia struttura fatiscente e la costruzione di un edificio completamente nuovo, moderno e funzionale, concepito come un "Polo di Educazione Ambientale e Ostello della Gioventù". L'intervento, dal valore complessivo di 2,3 milioni di euro, darà vita a una struttura capace di ospitare fino a sessanta persone, perfettamente integrata nel contesto naturalistico della Riserva dell'Abetina.
Cosa aspettarsi dal nuovo ostello:
- Modernità e Sostenibilità: La nuova costruzione sarà realizzata secondo criteri moderni di efficienza energetica e sostenibilità, offrendo un comfort ben superiore a quello della vecchia struttura.
- Focus Educativo: Non sarà solo un luogo dove dormire, ma un centro di educazione ambientale, ideale per ospitare workshop, campi scuola e attività didattiche legate alla natura.
- Un'Offerta Turistica Rinnovata: La rinascita dell'ostello colmerà un'importante lacuna nell'offerta di alloggi economici per gruppi e giovani, potenziando l'attrattività turistica di Rosello e dell'intera area montana. Diventerà una valida alternativa a b&b economici o a una casa vacanze, con un valore aggiunto legato alla socialità e alle attività organizzate.
Questa rinascita non solo salverà un edificio, ma adempirà pienamente al volere di Padre Lorenzo, proiettando la sua visione nel futuro. La nuova struttura sarà un motore di sviluppo economico, culturale e naturalistico per la regione, un luogo dove le nuove generazioni potranno ancora creare memorie, imparare a rispettare l'ambiente e vivere la montagna in modo autentico e accessibile. Mentre oggi il sito rimane un cantiere in divenire, il suo futuro appare più luminoso che mai, trasformando una storia di declino in un esempio virtuoso di rigenerazione territoriale.