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Rifugio Casa di Caccia del Gran Piano

Rifugio Casa di Caccia del Gran Piano

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Vallone di Ciamousseretto Parco Nazionale Gran Paradiso, 10080 Noasca TO, Italia
Alloggio
9.8 (29 reviews)

Il Rifugio Casa di Caccia del Gran Piano si presenta non come una semplice opzione di pernottamento in montagna, ma come un'esperienza che affonda le radici nella storia e si immerge in una natura tra le più integre e severe del Parco Nazionale Gran Paradiso. Situato nel Vallone di Ciamousseretto, nel comune di Noasca, questo edificio in pietra ha una duplice anima che è fondamentale comprendere prima di pianificare una visita. Da un lato, è un pezzo di storia, un'ex casa di caccia reale; dall'altro, la sua funzione attuale si discosta notevolmente da quella di un tradizionale rifugio alpino gestito, ponendo sfide e offrendo ricompense uniche.

Un'eredità Reale: La Storia dell'Edificio

La struttura stessa è il primo, grande punto di forza. Non si tratta di un moderno hotel di montagna, ma di un edificio eretto per volere di Re Vittorio Emanuele II. Fungeva da base per le sue battute di caccia in quello che allora era la sua riserva personale. Soggiornare qui, o anche solo visitarlo, significa entrare in contatto diretto con la storia che ha portato alla nascita del primo parco nazionale italiano. Ogni pietra sembra raccontare di un'epoca passata, un fascino che pochi alloggi possono vantare. Questa eredità storica conferisce al luogo un'atmosfera particolare, un silenzioso prestigio che si avverte camminando nei dintorni e osservando la solida architettura, pensata per resistere ai rigidi inverni alpini.

La Controversia dello Stato Attuale: Rifugio Chiuso o Bivacco Aperto?

Qui sorge la principale criticità e il punto che genera più confusione. Le informazioni ufficiali indicano la struttura come "permanentemente chiusa". Questo è vero se si cerca un rifugio alpino con un gestore, un ristorante con polenta fumante e camere con letti preparati. Quel tipo di ospitalità non è più disponibile. Tuttavia, una parte dell'edificio è stata adibita a bivacco, sempre aperta e accessibile agli escursionisti. Un'altra ala è invece riservata all'uso esclusivo dei guardiaparco.

Questo aspetto è contemporaneamente un punto di forza e di debolezza.

  • Il lato negativo: La mancanza di gestione implica una totale autosufficienza. Chi decide di pernottare deve portare con sé sacco a pelo, materassino, cibo, fornello e tutto il necessario. Non ci sono servizi, né acqua corrente all'interno, né riscaldamento, né la possibilità di effettuare una prenotazione hotel. È una sistemazione spartana, adatta solo a chi ha esperienza di montagna e non cerca comfort. L'assenza di un presidio fisso significa anche che in caso di emergenza, si è più isolati.
  • Il lato positivo: Offre un'esperienza di montagna autentica e immersiva. Permette di vivere il Parco nella sua essenza più pura, specialmente durante le ore del tramonto e dell'alba, quando la maggior parte dei visitatori giornalieri se n'è andata. La possibilità di avere un tetto solido sopra la testa in un ambiente così selvaggio, senza i costi e le formalità di un rifugio gestito, è un vantaggio inestimabile per alpinisti ed escursionisti esperti.

Un Santuario della Natura nel Cuore del Parco

La posizione è, senza dubbio, l'elemento più prezioso di questa struttura. Il Vallone di Ciamousseretto è descritto da chi lo ha visitato come uno degli angoli più belli e selvaggi dell'intero parco. Lontano dalla folla, offre un isolamento e una tranquillità rari. Il panorama è imponente, con viste che spaziano dalle Levanne alla mole del Ciarforon. Le recensioni degli utenti passati, quando la struttura era un rifugio attivo, sono unanimi nel lodare la bellezza del contesto ambientale, un fattore che rimane immutato.

La fauna selvatica è un'altra protagonista assoluta. Durante la salita da Noasca, è estremamente frequente incontrare marmotte, camosci e, soprattutto, stambecchi, spesso a distanza ravvicinata. Alzando lo sguardo al cielo, non è raro essere sorvolati dall'aquila reale o dal maestoso gipeto, il più grande avvoltoio d'Europa. Per gli amanti del birdwatching e della fotografia naturalistica, questo luogo rappresenta una meta di prim'ordine, superando di gran lunga l'offerta di molti ostelli o alloggi più convenzionali, che non possono competere con tale immersione nella natura.

Base per Escursioni Indimenticabili

Per chi programma delle vacanze in montagna all'insegna del trekking, il Gran Piano è una base strategica. La sua posizione all'imbocco del vallone superiore apre le porte a numerosi itinerari di grande interesse.

Itinerari Principali:

  • Laghi di Ciamousseretto: Con una camminata di circa un'ora dal bivacco, si possono raggiungere questi splendidi e nascosti specchi d'acqua alpina, incastonati in un ambiente severo e roccioso.
  • Bocchetta del Gès: Un itinerario più impegnativo che conduce all'omonimo valico, aprendo la vista sul selvaggio Vallone di Noaschetta e sul versante meridionale del massiccio del Gran Paradiso.
  • Traversata Ceresole-Noasca: Un percorso classico per escursionisti esperti, che spesso include una sosta al Gran Piano, collegando due delle principali valli del parco.

La varietà di escursioni possibili rende questo alloggio in montagna un punto di riferimento per chi desidera esplorare a fondo questa sezione meno battuta del parco.

A Chi si Rivolge (e a Chi No) il Bivacco del Gran Piano

È fondamentale delineare il profilo del visitatore ideale per evitare delusioni. Questo luogo non è per tutti.

Profilo Ideale:

Escursionisti esperti, alpinisti, amanti della natura più selvaggia, fotografi e chiunque cerchi solitudine e un'esperienza montana senza filtri. È perfetto per chi apprezza la storia, non teme il disagio e vede l'autosufficienza come parte integrante dell'avventura. Chi comprende la filosofia del bivacco – un riparo essenziale e non un servizio – troverà qui un luogo di incomparabile valore.

Sconsigliato a:

Turisti occasionali, famiglie con bambini piccoli, persone non abituate a camminare per ore su sentieri di montagna e chiunque cerchi i comfort e i servizi di un hotel o di un rifugio gestito. Se l'idea di dormire senza riscaldamento e di doversi preparare il cibo su un fornelletto da campo non è allettante, è meglio optare per altre soluzioni di pernottamento nella valle.

In conclusione, la Casa di Caccia del Gran Piano è un luogo dal doppio volto. Da un lato, la sua chiusura come rifugio gestito rappresenta una perdita in termini di servizi e accessibilità per un pubblico più ampio. Dall'altro, la sua nuova vita come bivacco storico ne preserva l'anima più autentica, offrendo un'opportunità rara di connessione con la storia e con una natura potente e incontaminata. Non è un alloggio da prenotare alla leggera, ma una meta da conquistare, che ripaga la fatica e lo spirito di adattamento con panorami, silenzi e incontri che restano impressi nella memoria.

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